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27 giugno 2006

Italiani "cinesi" dei ticinesi !


Chi di spada perisce, di spada ferisce.
No, non è un errore! Ho invertito volutamente il proverbio perchè ho letto una notizia curiosa ed anche un po' allarmante.

Siamo diventati "I CINESI" dei TICINESI !

Ebbene sì! Noi italiani ci lamentiamo tanto che gli extracomunitari vengono qui a rubarci il lavoro, adeguandosi a stipendi più bassi e praticando a loro volta prezzi inferiori rispetto ai nostri, ma poi facciamo lo stesso.

Infatti ogni giorno migliaia di italiani oltrepassano la frontiera con la Svizzera per recarsi nel Canton Ticino a lavorare, soprattutto nel ramo dell'edilizia, esigendo dei costi di manodopera che sono quantificati in meno della metà di quelli dei coloro colleghi svizzeri.
Tutto questo grazie all'accordo bilaterale sulla libera circolazione della manodopera entrato in vigore l'anno scorso.

Ed ora gli Svizzeri si lamentano, esattamente come facciamo noi con i "nostri" extracomunitari.
Ci sono state addirittura risse tra lavoratori, e le imprese elvetiche hanno avuto un calo di lavoro che oscilla tra il 30% e il 40%.

Ma non sarebbe molto meglio che ognuno lavorasse a casa propria???


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2 commenti:

Mauro ha detto...
 

Argomento interessante... purtroppo in un modo o nell'altro (in risposta alla frase "non sarebbe meglio che ognuno lavorasse in casa propria") ci sarebbe sempre qualcuno scontento. Di sicuro questi sono anni di grosso movimento e di grandi incertezze: il mondo sta cambiando velocemente rispetto a 20/30/50 anni fa e quello del lavoro straniero è uno degli effetti scaturiti da questo cambiamento.

Anonimo ha detto...
 

No, ognuno lavori dove gli conviene (e dove gli danno lavoro ndr), e ognuno assuma chi gli conviene.
Il paragone coi cinesi non c'entra nulla, i cinesi copiano i nostri prodotti, frutto di ricerche e studi (anche il solo design costa); riguardo ai lavortori cinesi in Italia, facciano quello che vogliono, ma nel rispetto delle regolee italiane (inquadramento lavorativo, quindi tasse allo stato italiano e sottoposizione al nostro diritto del lavoro).


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