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21 settembre 2007

Decidere.net: le 13 proposte per far ripartire l' Italia


Mi sta molto incuriosendo il movimento liberale Decidere.net, capeggiato dall' ex radicale Daniele Capezzone.

"Competere, meritare, trasformare", questo il motto di questo network, che ha stilato una lista di 13 punti fondamentali per far ripartire il treno Italia.

Devo dire che mi trovo in sintonia con quasi tutte le proposte; eccole nel dettaglio:

1. Fisco: tassa piatta al 20% . La rivoluzione fiscale è possibile

Passaggio progressivo, in 5 anni, ad un'aliquota unica (flat tax) del 20%. Il costo è coperto da una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) dell'1% annuo (5% in 5 anni), il che equivale a dire riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, dello 0,4% annuo (2% in 5 anni, dal 51 al 49%).
Va osservato che:
a. queste stime non tengono conto dell'assai verosimile effetto di recupero di gettito legato all'emersione di nuova base imponibile;
b. all'aliquota unica si arriverebbe per gradi, per cui fino all'entrata a regime (fino al 5° anno), i costi annualizzati sarebbero anche inferiori;
c. va prevista una rimodulazione del sistema delle detrazioni e delle deduzioni, nonchè della no tax area, al fine di assicurare il rispetto del principio di progressività sancito dall' art.53 della Costituzione (riduzione delle detrazioni e delle deduzioni per le fasce di reddito più alte, e aumento per le fasce più basse)

2. Federalismo fiscale e competitivo
Puntiamo a:
-un significativo trasferimento della potestà impositiva dal livello centrale a quello periferico;
-possibilità anche di pervenire a diversità di livelli di pressione fiscale locale nei diversi territori, per favorire la competizione

3. Presidenzialismo
Presidenzialismo sul modello americano o francese. Una sola Camera con 500 deputati eletti con sistema maggioritario. Abolizione delle province.

4. La "società della scelta" per scuola, sanità e università
Credito d'imposta per le spese sanitarie e di istruzione (scuola e università )

5. Privatizzazioni
Privatizzazione vera di Rai, Ferrovie, Alitalia, Poste, servizi pubblici locali. Nel primo anno di Governo, Josè Maria Aznar privatizzò le 29 maggiori aziende pubbliche spagnole.

6. Responsabilità patrimoniale del pubblico amministratore
Responsabilità patrimoniale del pubblico amministratore: chi sbaglia e arreca un danno, paghi.

7. Semplificazione burocratica e "impresa in un giorno"
Apertura immediata delle nuove imprese ed ulteriori sburocratizzazioni

8. Riforma delle pensioni e ammortizzatori sociali: modello welfare to work
Pensioni: età pensionabile a 65 anni per uomini e donne (con salita graduale di un anno ogni due anni, fino ai 65 anni nel 2018: a quel punto, ogni anno ci sarebbe un risparmio di 7 miliardi di euro). Con queste risorse, realizzazione di una vera rete di ammortizzatori sociali: sostituzione dei miseri ammortizzatori esistenti (che tutelano 17 lavoratori licenziati su 100) con un ammortizzatore unico di un anno

9. Statuto dei lavori
E' l'idea originaria di Marco Biagi e Tiziano Treu del 1997 che viene ora ripresa dal Libro Verde della Commissione Europea sul futuro del diritto del lavoro (novembre 2006). Regime universale delle tutele minime (compresi gli ammortizzatori).

10. Detassazione del lavoro straordinario e aumenti salariali legati all'andamento dell'azienda
Detassazione del lavoro straordinario, rendendo l'operazione conveniente sia per il lavoratore che per il datore di lavoro. Aumenti salariali legati all'andamento dell'azienda: è possibile legare la parte variabile dei salari ai risultati raggiunti e alla produttività .

11. Abolizione del sostituto d'imposta per i lavoratori dipendenti
Possibilità per il dipendente di optare per il versamento in proprio dell'imposta senza avvalersi del sostituto.

12. Superamento degli ordini professionali
Superamento degli ordini professionali, per rendere più aperto l'accesso alle professioni.

13. Abolizione valore legale titolo di studio e valutazione dei docenti
Abolizione del valore legale del titolo di studio, e valutazione dei docenti di ogni ordine e grado (con messa online dei relativi risultati, sul modello inglese).

E voi che ne pensate?


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2 commenti:

luigibio ha detto...
 

posso anche condividere diverse cose, ma questa storia che gli Ordini Professionali bloccano l'accesso alla professione è una CAXXATA!
L'ordine chiede che tu sia laureato ed abilitato (basta fare un esame e superarlo, se sei riuscito a laurearti non ci sono difficoltà).
La lotta contro gli Ordini professionali viene dai poteri economici, come le varie associazioni degli industriali, che vogliono mettere in campo grossi mezzi economici in pubblicità per accaparrarsi il lavoro e poi far lavorare come precari sottopagati i laureati che dovrebbero invece esercitare la professione.
Gli Ordini non bloccano l'accesso: se hai studiato le porte sono aperte!
Quanto al valore legale dei titoli di studio è il complemento all'Ordine Professionale. Infatti se i titoli non hanno valore legale, allora basta andare da chi ti rilascia un titolo qualunque per 'dire' che sei cuoco, poi magari non sai friggere due uova, ma questo ti consente di presentarti come cuoco ed accaparrarti il lavoro.. poi lo fai eseguire dal cuoco vero, quello che ha studiato da chef e che non ti rovina lo stomaco, sempre precario e sottopagato che qui fuori ho la fila.. tanto il tuo titolo non vale nulla, come il mio, solo io ho le conoscenze al posto giusto perchè il mio titolo valga di più...
Su questi punti non posso assolutamente convenire.

Riccardo ha detto...
 

Bravo Luigi, infatti rappresentano i 2 punti sui quali ho maggiori perplessità. Non a caso ho scritto "Mi trovo in sintonia con QUASI tutte le proposte".

Ciao e grazie
Riccardo


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