7 gennaio 2008

La morte del congiuntivo nella lingua italiana


Premessa: non voglio fare il purista della lingua italiana nè il saputello, anche perchè ogni tanto sparo anch'io qualche castroneria (e bella grossa).

Non si può però negare che in Italia il congiuntivo stia lentamente morendo: non solo le persone di bassa cultura, ma anche coloro che si spacciano per colti oramai hanno perso completamente l'uso di questa coniugazione verbale e gli esempi sono sulla bocca di tutti:

"Penso che è una brava persona", "Se l'avevo visto, te lo dicevo", "Se era più furbo, non ci cascava", "Credevo che eravamo amici, ma se me lo dicevi prima mi comportavo diversamente" e la lista può continuare all'infinito.

Il problema ulteriore è che l'utilizzo errato del congiuntivo spesso porta alla perdita anche del condizionale (come nel secondo esempio).

Ma perchè noi italiani, figli di Dante, siamo arrivati a questo scempio?
Difficile dirlo... secondo me la colpa potrebbe essere riconducibile ad un uso sempre più diffuso del linguaggio "usa e getta", degli acronimi o degli SMS, al voler comunicare velocemente e ad una certa ignoranza diffusa.

L'unico consiglio che posso darvi e di correggere, nei limiti del possibile, chi sbaglia la coniugazione: solo così potremo mantenere in vita quelle sfumature lessicali che rendono la nostra lingua la più bella del mondo.


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20 commenti:

Zamax ha detto...
 

Le lingue neolatine senza i congiuntivi sono monche. In spagnolo si usa correntemente anche il passato remoto. L'italiano moderno invece ha subito due impoverimenti: l'influenza del nord ha eliminato il passato remoto, l'influenza del centro-sud sta eliminando il congiuntivo. Senza il primo si può anche sopravvivere, visto che almeno nella lingua scritta e nell'espressione artistica in qualche modo resiste, ma senza il secondo la lingua italiana è semplicemente brutalizzata. Lo dico da veneto, cioè da uno attaccatissimo alla sua "madrelingua", nella quale l'uso del congiuntivo, almeno nelle sue espressioni più semplici, è di norma.

Riccardo ha detto...
 

Hai perfettamente ragione!
Non sapevo da dove provenissero le influenze "negative", grazie della precisazione.

Ciao
Riccardo

Renzo ha detto...
 

ciao, secondo me dipende dalla normale evoluzione della lingua. Fino agli anni 60' l'italiano era una lingua che si potrebbe dire "artificiale", imparata a scuola sulla grammatica e sui libri, mentre il dialetto era la proprio lingua madre. E' stata la diffusione della TV che ha reso l'italiano la lingua madre per quasi tutti. Una volta entrata nell'uso vivo la lingua segue la sua evoluzione, una di queste tendenze è la scomparsa del congiuntivo. Personalmente non ne faccio un dramma, anzi.

Riccardo ha detto...
 

Ciao Renzo,
concordo con te sull'importanza della tv nella diffusione della lingua italiana, però la perdita di una coniugazione non mi sembra sia roba da poco... per carità, vivremo lo stesso senza congiuntivo, ma allora tanto varrebbe passare direttamente all'inglese.

Mario ha detto...
 

Bravissimo! da anni conduco una personale battaglia sul tema e, a costo di farmi molti nemici, correggo senza pietà amici e amiche i quali spesso mi mandano poco elegantemente e senza troppe perifrasi in quel posto.
Purtroppo temo anch'io sia una naturale tendenza dell'evoluzione della lingua certamente accentuata dal fatto che la televisione detta il linguaggio corrente. Temo quindi che la nostra sia una battaglia un pò donchisciottesca.
Se può consolarci segnalo che si tratta probabilmente di un fenomeno comune ad altre lingue se Daniel Pennac già qualche anno fa scriveva: "la Regina Zabo era l'unica persona capace di commuoversi fino alle lacrime per il martirio del congiuntivo imperfetto".
Grazie per il tema che, se non altro, mi ha permesso di scrivere alcune frasi usando correttamente, almeno spero, il congiuntivo certo di essere compreso.

p.s.: vogliamo farci ulteriormente del male e parlare dell'uso criminale della punteggiatura o peggio del drastico taglio delle preposizioni nel linguaggio comune?

Riccardo ha detto...
 

Hai ragione Mario,
temo che le nostre siano davvero battaglie contro i mulini a vento.

Per oggi, evitiamo gli altri argomenti che hai proposto, altrimenti rischia di venirci la depressione!

ciao :)

Renzo ha detto...
 

Adesso ti scandalizzerò ma penso che sì, passare all'inglese o all'esperanto sarebbe ancora meglio!
Ho sempre avuto il pallino della filologia romanza e, al di là del giudizio sulla questione, vivere quasi in diretta un importante cambiamento linguistico mi riempie di emozione.

Loverock ha detto...
 

Bravissimo, sono contento che HAI scritto questa cosa.. hehe, comunque anche io cerco sempre di correggere, a volte mi prendo del pignolo, ma che ci posso fare ,mi da fastidio..anche se ammetto che a volte scappa anche a me di usare l'imperfetto al posto del congiuntivo...

Riccardo ha detto...
 

Loverock,
purtroppo capita a tutti di sbagliare ogni tanto, l'importante è correggersi e correggere (gli altri)!

Ciao

Anonimo ha detto...
 

Le lingue neolatine senza i congiuntivi sono monche. In spagnolo si usa correntemente anche il passato remoto. L'italiano moderno invece ha subito due impoverimenti: l'influenza del nord ha eliminato il passato remoto, l'influenza del centro-sud sta eliminando il congiuntivo. Senza il primo si può anche sopravvivere, visto che almeno nella lingua scritta e nell'espressione artistica in qualche modo resiste, ma senza il secondo la lingua italiana è semplicemente brutalizzata. Lo dico da veneto, cioè da uno attaccatissimo alla sua "madrelingua", nella quale l'uso del congiuntivo, almeno nelle sue espressioni più semplici, è di norma


Voglio precisare a questo commento che ho letto per primo. C'è qualcosa di maledettamente sconvolgente. Il veneto, come residente parlatore di questo dialetto, usa frequentemente in congiuntivo. Paradossalmente anche il siciliano, sempre come cittadino parlatore, mette sempre il congiuntivo al suo posto e che nella traduzione dal siciliano all'italiano sconvolge tutto. Mette al posto del suo corretto congiuntivo il condizionale. Tutto questo per precisare a "quelli del nord" che bisogna "rimproverare quelli del centro-sud" quando incominciano a fare i finti italiani parlando a vanvera. Premetto che il vantaggio c'è in ogni caso sia al nord che al sud di parlare correttamente. Faceva giustamente obiezione nel dire che basta col sopportare queste incomprensioni di tipo usa e gettala li. Incominciamo a marcare e a parlare un italiano più corretto. Giacomo (Sicilia)

Anonimo ha detto...
 

Salve a tutti.Sono di Reggio Calabria.Non mi soffermero'sulla questione sollevata nel primo commento riguardante le cattive influenze dell'una o dell'altra parte d'Italia.Credo sia poco costruttivo,nonostante sia vero che tanto al nord quanto al centro-sud sopravvivono determinati concetti grammaticali,i quali si sono radicati principalmente nei dialetti.Ma qui si parla proprio di dialetti e chi conosce l'italiano sa benissimo dove sta l'errore,se esso viene considerato alla luce di una diretta trasposizione in una lingua italiana;credo che questo sia piuttosto chiaro.
Ma chi studia l'italiano sa bene che non c'e'influenza che tenga,quando si conosce la grammatica e il corretto uso delle regole.E la gramamtica,si sa,non e'stato certo inventata ieri,ma e'frutto di un processo evolutivo lungo e complesso quanto la nostra civilta'e di cui dovremmo essere fieri,senza chiamare continuamente al banco degli imputati questi benedetti dialetti.Ognuno si tenga il proprio e lo conservi,com'e'giusto.
Il tema trattato e'il congiuntivo,percio'anche io mi permettero'di dire la mia.Non e'vero che il congiuntivo sta morendo e che siamo tutti pronti a cantare il De profundis.Certamente e'questa la sensazione che tutti abbiamo quando ci scontriamo con la realta'di tutti i giorni;in particolare coloro che hanno veramente a cuore il corretto uso della lingua italiana,e non solo per rivendicarne un buon uso,ma anche perche'non utilizzare propriamente forme come il congiuntivo fa apparire lo stile paludoso,privo di brio e vivacita'.Non ultimo,poi,il fatto che se tutti parlassimo come si dovrebbe parlare sarebbe molto piu'semplice anche comunicare.La TV ne e'un fulgido esempio(in negativo)con tutto il marciume linguistico che ci propina a piene mani,fatte salve le poche,ma significative,eccezioni che ci e mi rincuorano.
Ma al di la'di cio'che la societa'ci presenta in modo cosi'ostinato e vile tutti i santi giorni,c'e'anche tanta gente che parla bene,scrive bene e comunica bene e in corretto italiano.Il problema,anzi la soluzione direi meglio,e'frequentare questa gente,comunicare con coloro i quali si fanno garanti e depositari del buon italiano e apprendere con umilta'quello che,intenzionalmente o meno,ci possono insegnare.Non appena ci si ritrova con queste persone,e si sa la lingua esiste perche'esiste chi la parla,si ha subito la sensazione di trovarsi in quella realta'alternativa,che dovrebbe essere la norma,nella quale vive,e non sopravvive,il congiuntivo e tutto quello che la nostra splendida lingua,cosi'ricca di sfumature,ci regala.
Basta saper scegliere,questo voglio dire.
Abbiamo questa facolta':scegliere.
Scegliere cosa leggere,con chi parlare,con chi discutere,da chi imparare,a chi insegnare.
E'questo che ci rende migliori o peggiori.La capacita'e l'umilta'di scegliere la cosa giusta.
Un film di Spike Lee si intitola"Fà la cosa giusta".Ebbene,facciamo cio'che riteniamo giusto:scegliamo di parlare e di leggere cio'che rende la nostra lingua migliore.
Il congiuntivo e'morto solo fra gli ignoranti e i beceri e insolenti sostenitori del parlare sintetico,i quali alla fine si scioglieranno come neve al sole.Questo sostengono,perche'la loro ignoranza non permette loro di scegliere.E per ignoranza intendo dire arroganza.Chi sa di non essere cosi'e puo'scegliere sa anche cosa fare.
E non si deve mai dimenticare,come ho imparato da una persona molto acuta e brillante,che esistono buoni e cattivi libri.Un libro in quanto tale,solo perche'ha lo status di libro,non e'necessariamente sempre buono.Anche qui,impariamo a scegliere.
Beninteso che tutto cio'che qui ho scritto e'pur sempre un mio pensiero e non mi ergo a"Martin Luther King"della situazione,vorrei solo aggiungere che sarà la lingua stessa ad averla vinta,perche'lo stile e la naturalezza di un bel suono come quello del congiuntivo non morira'mai e anzi e'piu'vivo che mai.Il solo fatto che se ne parli e se ne discuta cosi'tanto vuol dire che la sua vivacita'non e'mai venuta meno,piuttosto e'andata manifestandosi sempre con maggior fervore.
Morira'si',com'e'gia'morto da tempo,tra i meandri cerebrali quegli ignoranti e presuntuosi,i quali difendono semplicemente la loro squallida ignoranza.
L'ignoranza di un contadino e'umile e gentile,quella di un arrogante e'prepotente e insolente.
Impariamo a scegliere.Questo e'cio'che penso.
Scusate per il lungo commento,ma io come voi ci tengo molto a tutto questo,perche'se c'e'una cosa che puo'unirci davvero come paese,questa e'la lingua.

P.s.:Guardate che il problema che abbiamo noi col congiuntivo esiste in altre modalita'in tantissimi altri paesi.Io conosco il giapponese e li'stanno conducendo una guerra da anni contro i barbarismi linguistici.Percio',va bene fare i soliti italiani,ma non siamo i soli.E'un problema di tutti.

Ciao.

Riccardo ha detto...
 

Ciao Anonimo,
il tuo discorso non fa una piega.
E' bello vedere qualcuno che sente il problema in questo modo e ama distinguersi dalla massa ignorante.

Grazie per la visita e per il validissimo commento.

Riccardo

Anonimo ha detto...
 

Ciao Riccardo,grazie a te.La risposta piu'veloce del West. :)
Solo ora ho notato che il commento iniziale era il tuo e ti faccio anche io i complimenti per il tuo interesse e amore verso la lingua(del resto ti chiami come mio padre);fai la cosa migliore che si possa fare:discuti del problema.Questo e'gia'sufficiente e dimostra quanta gente c'e'che ne ha davvero le tasche piene...per non dire che e'inca**ta nera.
Grazie ancora e visitero'spesso questo blog.Immagino sia il tuo,scusa ma entro in confusione su certe cose.
Ciao

Riccardo ha detto...
 

Si, è il mio blog.

Ciao

P.S. Firmati, lascia un nick, ma non rimanere un "anonimo" :)

Anonimo ha detto...
 

ho letto le prime righe di questo tuo post. Meno male che hai specificato di NON voler fare il purista:
né - si scrive né - e non nè
perché - si scrive perché - e non perchè (sembri un milanese :-)
Solo puntiglieria, comunque. Adoro il tuo blog!!
Simonetta

Riccardo ha detto...
 

Ciao Simonetta, è vero!
Purtroppo non ho mai capito molto di accenti gravi e acuti... in più la tastiera del computer propone la "è", mentre per inserire la "é" dovrei premere il tasto "Shift" e la cosa mi crea un po' di disagio...

Grazie per i complimenti al blog e a presto

enricoalberti63 ha detto...
 

Ciao a tutti. Sono Enrico e ho trovato interessante la discussione. Sono piemontese, uso raramente il passato remoto, ma cerco di usare correttamente il congiuntivo, senza il quale, davvero, la nostra lingua perde molto del suo senso.
Vorrei aggiungere una riflessione - perdonatemi se esco dal tema - riguardo agli accenti, altro bel problema linguistico. Se la nostra lingua avesse conservato l'uso dell'accento latino, oggi forse non avremmo la confusione prodotta dalle inflessioni dialettali, che producono variazioni nella pronuncia dei vocaboli perfino da zona a zona nell'ambito della medesima provincia. Vocali chiuse che vengono pronunciate aperte, o viceversa, sono un vero e proprio flagello linguistico, di cui siamo tutti 'colpevoli', per quanto, in linea generale, 'incolpevolmente'. In qualunque dizionario della lingua italiana troviamo i vocaboli correttamente accentati, ma non si impara certo a leggere e a parlare correttamente soltanto con questi. Alle elementari - scuola primaria si impara a leggere secondo le 'regole' dell'inflessione locale e quand'anche esistessero maestri e maestre preoccupati di insegnare correttamente che la pésca e la pèsca sono due cose diverse e che non va bene pronunciarle indifferentemente allo stesso modo intendendo ora l'uno, ora l'altro significato, alla fin fine otterrebbero qualcosa?
Mi sto dilungando troppo, dunque concludo con una constatazione. Alla tv non si sente parlare soltanto chi è sgrammaticato e non usa il congiuntivo, ma anche chi la lingua la parla correttamente, anche dal punto di vista degli accenti. Ma, come spesso accade nella vita, è di gran lunga più facile essere influenzati dalle cose sbagliate che da quelle più corrette. O no?

Riccardo ha detto...
 

Concordo con te Enrico, purtroppo i bambini imparano prima il dialetto e le inflessioni che l'italiano; correggerli in seguito diventa un'operazione impossibile.

ciao

afterfindus ha detto...
 

Ciao, non sono un accademico della Crusca né un cavaliere Jedi della grammatica italiana. Però ho in tasca qualche ipotesi sui perché e i percome della scomparsa del congiuntivo.

Se avete voglia di NON prendermi troppo sul serio, ecco qui:

http://afterfindus.wordpress.com/2012/01/29/la-scomparsa-del-congiuntivo/

...e complimenti per la vostra crociata (sono uno di voi!)
ciao
niarb

Ciro Di mari ha detto...
 

Come insegnante di lingua italiana per stranieri mi sforzo con tutti i mezzi a mia disposizione di insistere sul corretto uso della consecutio temporum, a costo di perdere studenti per strada e tenendo conto di come essa possa risultare terribilmente difficile soprattutto per studenti appartenenti a ceppi linguistici non romanzi. Come appassionato di linguistica faccio notare la secolare diatriba tra GRAMMATICA NORMATIVA e GRAMMATICA DESCRITTIVA, i primi insistendo sulla purezza della lingua i secondi, meno presuntuosamente limitandosi a registrare come una lingua si evolve el'uso che ne fanno i nativi. Personalmente non prendo posizioni ed osservo l'evolversi dei vari fenomeni linguistici insegnando la lingua codificata ma prestando somma attenzione alle semplificazioni grammaticali che non vogliono assolutamente dire impoverimento della lingua. Ricordiamoci come i puristi del III-IV SECOLO inorridivano di fronte alla corruzione dal latino AURICULA-ORICLA volgare.......ebbene quelle corruzioni diedero origine alle lingue neolatine. Forse siamo di fronte ad un imbarbarimento e quindi ad un evolversi della lingua italiana e delle lingue europee verso nuove forme di linguaggio. Vivendo in Russia faccio notare che le stesse lamentele esistono per esempio da parte della Scuola linguistica di Baku ed e' un tema tutto aperto. Per quanto mi riguarda insistero' a vita perche' i miei studenti apprendano......Vorrei che tu fossi piu' attento e non vorrei che tu sei


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