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5 maggio 2008

Dichiarazioni redditi 2005 on line: distribuzione ricchezza a Roma


Italiani, popolo di curiosi. E' quanto emerge dopo la pubblicazione online, da parte della Agenzia delle Entrate, delle dichiarazioni dei redditi relative all'anno 2005 di tutti i cittadini residenti in Italia.
Ok, abbiamo visto tutti quanto prende (o meglio, dichiara) il vicino antipatico, il collega stupido o il vip sportivo, a volte stropicciandosi gli occhi di fronte ad inaspettate ed insospettabili cifre con molti zeri.


Quel che però vorrei fare oggi è verificare la distribuzione della ricchezza in Italia, prendendo come campione le dichiarazioni dei redditi 2005 dell' intera città di Roma, facilmente scaricabile da Emule.


Ordinando il reddito imponibile in maniera decrescente, su una popolazione censita di 1.829.948 persone, si nota che coloro che dichiarano più di 100.000 euro sono soltanto 31.433, ovvero circa l' 1,7% del totale.
Se invece prendiamo come spartiacque 50.000 euro, i benestanti aumentano a 131.714 unità, ovvero il 7,2%. Scendendo a 25.000 euro, arriviamo a 436.321 persone, il 23,8%. Infine, i romani che dichiarano più di 12.500 euro, ovvero la soglia odierna di povertà, sono 877.357, il 47,9%.


Questo significa, dunque, che il 52,1% dei romani vive con meno di 850 euro al mese, è mai possibile questo? Inoltre, quasi i 2/3 di questi dichiara meno di 5.000 euro l'anno. Al di là dell'evidente spaccatura tra la piccola nicchia dei ricchi e la stragrande maggioranza dei poveri, siamo sicuri che tutti dichiarino le reali entrate? Il dubbio è lecito.
Se così fosse, c'è davvero di che preoccuparsi. Speriamo che il prossimo governo sappia trovare la ricetta giusta per restituire un po' di dignità e di equità ai salari della gente (vedere, per farsi un'idea, lo stipendio medio in Europa) .

Qua sotto, allego il grafico con la distribuzione dei redditi nel Comune di Roma, anno 2005:



Ti ringrazio anticipatamente se condividerai l'articolo su Google+, Facebook o Twitter. Se preferisci, puoi anche linkare il post dal tuo blog o sito web.


21 commenti:

kwisatz ha detto...
 

C'è da stare attenti perché la dichiarazione dei redditi non è sempre la reale cifra che entra nelle tasche della persona a fine anno. Non ne capisco molto, però un quotidiano faceva notare questo ponendo ad esempio un nome noto, Nanni Moretti, che nonostante possieda una casa di produzione dichiara 80.000 € l'anno. Troppo poco? No, gli introiti della casa di produzione non si dichiarano. Così come ad esempio non si dichiara un assegno di ricerca. Ed altre cose. Stiamo attenti a questi dati.

Lisa72 ha detto...
 

La tua analisi parte da un errore: il dato che è online è quello del reddito imponibile ossia quello che su cui si pagano effettivamente le tasse ossia il reddito lordo a cui sono state tolte le duduzini spettanti. Questo vuol dire Per fare un esempio) che 2 nuclei familiari con un reddito lordo ciuascuno di 50.000 composti rispettivamente da 5 persone e un solo percettore di reddito e 1 persona (il percettore di reddito) avranno 2 redditi imponibili molto diversi, soprattutto se la tipologia della fonte di reddito è anche diversa.
Un caro saluto, Lisa

Riccardo ha detto...
 

Hai ragione Lisa,
ma purtroppo i dati a disposizione sono questi, bisogna accontentarsi :)
Diciamo però che il reddito imponibile è già un dato sufficiente per farsi un'idea del lordo e del tenore di vita. Ovvio che all'aumentare del nucleo familiare aumentano anche le detrazioni/deduzioni e quindi il reddito lordo.

grazie per la visita!
Ciao

Anonimo ha detto...
 

una cosa è certa! in Italia esiste un'evasione fiscale enorme guardate i redditi di molti commercianti e lavoratori autonomi .....sono proprio tutti così poveri?

Anonimo ha detto...
 

Io sono per la libertà dell'informazione. Se questi dati sono innocui come dicono in tanti, perchè questi stessi vogliono arginarne la diffusione?Antonio

Ikaro ha detto...
 

Questo si che è giornalismo! :D

Daniele

Anonimo ha detto...
 

Per quanto mi riguarda ritengo Visco uno dei peggiori Ministri che l'Italia abbia avuto ma una cosa giusta è riuscito a farla. La pubblicazione dei redditi. Per favore non prendiamoci in giro con la privacy o con la "barzelletta" che la criminalità potrebbe approfittarne. La criminalità sa bene dove sono i soldi a differenza del fisco.La pubblicazione degli elenchi brucia soprattutto a coloro che evadono, totalmente o parzialmente, perchè la pubblicazione consente ai cittadini di verificare se effettivamente persone con svariati appartamenti e magari villa con piscina, campo da tennis e magari anche due o tre macchine dichiarano un reddito appropriato.Da quello che si è visto, spesso, pare prorio di no.
La vera giustizia inizia da quella FISCALE.

Riccardo ha detto...
 

@ 3 Anonimi: Concordo in pieno!

@ Daniele: grazie, si fa quel che si può! :D

Anonimo ha detto...
 

Vorrei far notare che alcuni mesi fa alcuni funzionari dell' agenzia delle Entrate ed alcuni finanzieri furono sottoposti a perquisizione domiciliare e personale, in quanto avevano, secondo VISCO, spiato i redditi di alcuni uomini politici, attori, sportivi, ecc, pur avendo una regolare parola chiave per entrate nel sistema. Queste persone sono state indagate, hanno dovuto affrontare interrogatori e spendere una notevole somma di denaro per avere un avvocato di fiducia e inoltre sono state accusate di aver fornito a qualcuno dei dati segreti. Io penso che l' abbiamo fatto solo per curiosità. Ora mi chiedo,visto che i dati sono stati messi in rete cosa dovrebbero dire queste persone. Il Sig. VIsco che allora ha bacchettato tutti, come mai ora difende il suo operato. Secondo la teoria di Visco tutti i curiosi che ora vedono il redditi del vicino, del capo ufficio, del politico, del calciatore ecc, dovrebbero essere tutti indagati. Povera Italia siamo rovinati!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...
 

Scusate ma chi ha un reddito da lavoratore DIPENDENTE praticamente non può evadere (a meno che non lavori in nero) quindi sono la stragrande maggioranza e ritengo che quella statistica abbia cifre molto reali o che comunque si avvicinano alla realtà.

Riccardo ha detto...
 

@Anonimo 1: è vero, non mi ricordavo di quell'episodio... con quanto è successo, adesso come minimo Visco si dovrebbe scusare!

@Anonimo 2: beh, in Italia abbiamo circa 15 milioni di lavoratori dipendenti e 6 autonomi... è difficile dire quanti autonomi dichiarino meno del reale e quanti dipendenti lavorino al nero... io credo che in generale una buona parte dichiari meno, ma senza evadere cifre esagerate.

kwisatz ha detto...
 

Comunque io penso che sebbene fosse giusta l'idea di rendere ACCESSIBILI dati già disponibili nei Comuni tramite Internet è stata sbagliata la MODALITA' con cui questi erano disponibili. Era necessario farlo tramite autenticazione, così come dovrebbe essere per tutti i servizi pubblici online. In questo modo si arginava l'acquisizione dei dati tramite bot o comunque un uso eccessivo della banda (che costa!). Oltretutto è giusto diffonderli ma è anche giusto farlo con una misura, potendo monitorare l'utilizzo di questi dati. Insomma è un conto rendere diffusi i dati in un comune, dove bisogna firmare e richiederli ufficialmente, un conto è renderli diffusi in tutto il mondo senza un controllo. C'è una bella differenza.

Riccardo ha detto...
 

Sì, effettivamente non è proprio la stessa cosa...

Anonimo ha detto...
 

Non mi interessa se mettono on-line i miei redditi, ciò che mi fa infuriare è che io per emettere una fattura con nome, cognome, indirizzo e P.Iva devo farmi fare una delibera (praticamente una firma per la privacy) e se non c'è l'ho sono dolori.
Devo tenermi le cartelle sanitarie dei miei dipendenti in ditta (in posto inacessibile agli altri) e se ne va smarrita una sempre sono sempre dolori.
Non posso avere accesso e/o fornire numeri di telefonino privati a chiunque ( tra le altre cose se si fa il 1240 si viene messi automaticamente in tutti gli elenchi pubblicitari).
Adesso ripeto a me va bene che l'agenzia delle entrate veda e controlli quanto guadagno, ma perchè metterlo in rete così ???
Mi viene il dubbio che siccome ha anche il mio conto corrente, la mia scheda sanitaria ecc. ecc. chi mi assicura che non li metta in rete qualche tipo e poi dica che è tutto normale ???
Perchè per me c'è una legge e per i vari funzionari statali non esiste ???
Perchè io pago di tasca come tutti gli italiani e i funzionari statali no?????

juanm ha detto...
 

Quel che però vorrei fare oggi è verificare la distribuzione della ricchezza in Italia, prendendo come campione
---------

No, stai misurando come si distribuiscono i contribuenti in intervalli IRPEF abbastanza arbitrari.
Anche supponendo siano tutti onesti, ci sono redditi che il cittadino dichiara e su cui paga le tasse che non passano dall'IRPEF. Redditi da società, rendite finanziarie, etc etc etc.

Anonimo ha detto...
 

Credo che la privacy sia solo un falso problema. Gli "interessi" secondo me sono ben altri. Per quanto riguarda l'episodio dei funzionari che "sbirciavano" i contribuenti bisogna tener conto che questi signori hanno accesso TOTALE a tutto ciò che riguarda il contribuente e se in questo caso i dati venissero utilizzati in "malo modo" allora si che la privacy e non solo sarebbe messa in pericolo ma il solo fatto di rendere pubblici i dati sui redditi non mi sembra rilevante (naturalmente se uno non ha niente da nascondere al fisco). Credo anche che l'Unione dei consumatori questa volta abbia preso una cantonata. Il modo più corretto di assicurare libertà e privacy è la giustizia, quella fiscale in primo luogo.

Anonimo ha detto...
 

non è invidia il controllo diffuso
io ho scritto al codacons chiedendo di escludere il mio nome dalla lista degli eventuali patrocinati nell'ipotizzata azione legale contro l'agenzia delle entrate.
le motivazioni contrarie alla pubblicazione non mi convincono:
1) aiuto alla criminalità: la criminalità colpisce anche gli incapienti tributari, quindi non si basa sulle indagini on line; credo sia più facile vedere chi ha il macchinone che aprire il sito internet ecc. ecc.;
2) fonte di montagne di denuncie: credo che il buon senso risponda già a questa domanda, dato che per fare una denuncia bisogna circostanziare con il proprio nome e cognome ecc ecc. e quindi pochi si azzarderebbero a tanto;
3) aiuto a separati/e per aumentare la quota alimenti: perchè qualcuno crede che non esistano già indagini in tal senso di ex coniugi, soprattutto se c'è un gruzzolo importante?;
4) liti tra colleghi: il pettegolezzo alla macchina del caffè a volte spiega con approssimazione ma non troppo scaro quanto è scritto in internet, circa il reddito dei colleghi;

Cui prodest, a chi giova si può chiedere.
Per me giova alla consapevolezza: quello che dichiari è pubblico e inevitabilmente pesa nel rapporto quotidiano con chi hai intorno. nel breve non cambia niente, nel lungo si accetta meno bene il furbo, specie se non fai parte della categoria degli evasori. io credo che prima del controllo giuiridico, agisca e sia efficace il biasimo, quotidiano e non violento.

ecco se qualcuno dei lettori sa dove e come vengano raccolte firme di opinione a favore della pubblicazione, io aderirei per fare sapere la mia idea

grazie, umberto

Anonimo ha detto...
 

giustopubblicare i redditi.ma ilveroproblema è che questi dati sono già finti alla fonte.posso vedere che il mio vicino ruba,ma già lo sapevo!!! il vero problema è che il fisco lo lascia rubare. se io lo denuncio al fisco, questo mi dice che lui paga le giuste tasse sulla base di quanto dichiara! il problema è impedirglui di dichiarare il falso!!!!

FLA ha detto...
 

http://vensler.blogspot.com/

è tutto qui

eXtreme Mavigator ha detto...
 

lottiamo affinché questa iniziativa si ripeta, che i dati siano falsi alla fonte (il dichiarante) o no. o dobbiamo credere che "pubblico" avesse un senso solo quando non si poteva rendere davvero "pubblico" per la limitatezza dei mezzi e dunque capire che i nostri diritti sono tali solo finché poche persone possono usufruirne?

FLA ha detto...
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