Related Posts with Thumbnails

7 aprile 2009

Italia e terremoti, le zone piu' a rischio e le ultime rilevazioni


Carta sismica Italia, terremoti in Italia, le zone più pericolose, zone sismiche italianeLa tragedia che si è verificata ieri 6 aprile 2009 a L'Aquila, con il terremoto di magnitudo 6,3, è solo la punta visibile e devastatrice di un iceberg composto da centinaia di scosse telluriche che giornalmente colpiscono il nostro pianeta.


L'Italia, in particolare, è una nazione a forte rischio sismico, in quanto è situata nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica ed è sottoposta a forti spinte compressive, che causano l’accavallamento dei blocchi di roccia.


Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento terremoti, a visualizzare gli ultimi eventi sismici registrati in Italia e nel mondo, a capire la differenza tra scala Mercalli e scala Ritcher, ad imparare come comportarsi in caso di scosse, visitate Earthquake.it.


Cliccate qua per vedere la mappa dell'Italia con le zone più a rischio terremoti a dimensione intera, anche se c'è una domanda che in molti si pongono: è possibile prevedere i terremoti?


Ti ringrazio anticipatamente se condividerai l'articolo su Google+, Facebook o Twitter. Se preferisci, puoi anche linkare il post dal tuo blog o sito web.


2 commenti:

Anonimo ha detto...
 

la cartina rappresentata è molto interessante, ma sarebbe meglio se si potesse evidenziare e parzializzare secondo le regioni ele città.

Mario-Padova ha detto...
 

ho sentito che per ogni zona sismica in Italia c'è un grado massimo teorico raggiungibile dovuto alla natura del terreno ed alla distanza dai limiti delle zolle tettoniche. Mi piacerebbe avere altre informazioni ed eventualmente una carta con segnalate quelle zone.


Ogni tuo commento è gradito, possibilmente lasciando un nome/nickname ed evitando volgarità gratuite:

Informazioni Personali

Articoli piu' letti di recente

Archivio blog

Contatti e varie




Scrivimi

Google

CHIAMAMI CON SKYPE
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.