8 luglio 2011

Come vorrei il mondo del calcio


Calcio malato, interessi economici calcio, cosiderazioniSe dovessi valutare il mondo del calcio per quello che è, senza dubbio avrei smesso di seguirlo da almeno una decina di anni: troppi interessi economici, giocatori strapagati e senza dignità, tifoserie stupide e violente.
Riesco ancora a seguire questo sport solamente perché lo ritengo il gioco più bello del mondo, ma solo dal punto di vista estetico. Certi gesti tecnici, certe giocate spettacolari valgono da sole il prezzo del biglietto.


Il problema è che questo sistema non può rimanere in piedi per molto, a meno che qualcuno non intervenga dall'alto per riportare la situazione ad un livello decente.
Se volessimo fare un paragone, i club sono diventati come le banche ed i calciatori rappresentano i cosiddetti titoli tossici. Le grandi squadre acquistano giocatori grazie agli introiti delle pay tv e del merchandising (quindi con i nostri soldi), ma allo stesso tempo continuano ad indebitarsi sempre di più. Con l'introduzione del rigore finanziario, molti club sono falliti negli anni e molti altri sono stati "salvati politicamente" o sono tenuti in piedi artificialmente per evitare problemi di ordine pubblico. Tutto questo perché i costi di gestione sono ben superiori agli incassi, nonostante ogni anno aumenti il prezzo dell'abbonamento alla nostra squadra del cuore.


Come mai non viene introdotto il "salary cap", ovvero il tetto agli ingaggi? Il tifoso medio guadagna 18.000 euro netti all'anno, un calciatore mediocre di serie A arriva a 500.000 euro netti, quasi trenta volte tanto. Si impiega quasi una vita lavorativa per fare ciò che un giocatore da quattro soldi e mezzo analfabeta mette da parte in un anno, non vi pare assurdo?


Qualcuno obietterà che lo sportivo a 35 anni smette con il pallone; bene, allora paghiamo i suoi 10 anni di carriera quanto i 40 anni dell'operaio, quindi 80.000 euro all'anno. In questo modo, con un tetto fissato a livello mondiale, probabilmente tornerebbero di moda anche le "bandiere" delle squadre, non più sollecitate a cambiare casacca per meri fini economici, si potrebbero ridurre i costi di accesso agli stadi, sempre più tristemente deserti, e calerebbero i prezzi delle pay-tv. Inoltre, cosa ancora più importante, si tornerebbe a vivere il calcio come uno sport e non come un business, insegnando ai bambini quei valori che purtroppo fin da piccoli perdono a causa di un sistema profondamente malato. Fantascienza?

Vi lascio con questo video che riassume bene il mio pensiero. si tratta della canzone "Controcalcio" degli Statuto:




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5 commenti:

Anonimo ha detto...
 

Primo commento in assoluto, complimenti per il bellissimo sito, sono un assiduo visitatore!



Relativamente alla notizia però in questo caso non mi trovo totalmente d'accordo con l'autore.

Non sono un grande amatore del calcio, preferisco altri sport, quindi almeno da parte mia l'apporto alle casse dei club è tendente a zero.

La prima domanda da porsi è perché un calciatore guadagni così tanto. Come giustamente afferma l'articolo il loro salario è in parte ingiustificato.
Ma in quale aliquota? Sono davvero ingiusti i 500.000 euro versati ad un calciatore mediocre di A, rispetto agli 18.000 euro di un operaio.

Cominciamo col dire che i salari solitamente li fanno i mercati. Se un giocatore guadagna x.000 annui dovrebbe, secondo questa legge, meritarseli tutti.

Però in questo caso non è certamente sempre così, il presidente Tizio può certamente decidere di dare uno stipendio volutamente più alto di quello richiesto dal mercato.
Perché lo fa però? Perché altrimenti il giocatore andrebbe via, dove sarebbe più pagato.
Facciamo una moratoria grazie alla quale in tutto il mondo si assuma un tetto salariale di ingaggio. UTOPIA pura!


E poi soprattutto quale operaio con il suo lavoro porta denaro tramite tifosi, merchandising ed altre operazioni varie?

Certo, il signor Rossi della squadra X non sarà un deciso rimpinguante delle casse del club ma ritengo che giocare in un campionato professionistico richieda comunque una competenza che non tutti hanno e che la sua presenza sia giustificata se non altro dal lavoro di squadra che compie.


Io sto terminando gli studi di Ingegneria meccanica, ho studiato e sudato tanto e non guadagnerò probabilmente mai come un calciatore.

Cosa provo? Tanta amarezza verso persone che debbono faticare molto meno di me per avere un guadagno maggiore, ma perché criticarli? E' il mercato che impone questo.

P.S. e tutto sommato nessuno mi avrebbe vietato di essere calciatore se avessi voluto

Piero

Riccardo ha detto...
 

Ciao Piero, grazie per il tuo primo commento e spero anche che non sia l'ultimo :)

Anonimo ha detto...
 

Rigiro il grazie a te!

Ti ricordi il link che inseristi relativo alle migliori offerte regionali sull'elettronica su volantino?
Grazie a quello trovai un'offerta su uno splendido portatile in negozio ad un prezzo bassissimo rispetto alla media, proprio mentre stavo per ordinarne un altro.

P.S. Mi piace più ascoltare (o in questo caso leggere) che commentare quindi forse non sarò assiduo nei commenti, ma sappi che hai in me un lettore fedele!

Piero

Anonimo ha detto...
 

P.p.s Nel leggere la tua risposta in fretta avevo letto: grazie per il primo commento e spero che sia l'ultimo!!!!!! :)))))))))

Ho pensato: no, fammi rileggere un attimo!

:)))))))))

Riccardo ha detto...
 

Eheheh, caro Piero, non sono così cattivo :))))

Sono contento di averti aiutato nell'acquisto del notebook! Tu continua a seguire il blog, anche se nel periodo estivo la voglia di scrivere cala un po'; se avrai voglia di commentare, ne sarò felice.

ciao


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