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23 febbraio 2006

Pirateria discografica e concerti live


Il mercato discografico da anni (principalmente dall'avvento di Internet e degli mp3) ha avuto un crollo evidente in termini di fatturato.
Dal 2000 ad oggi le vendite degli album sono calate di quasi il 10% all' anno, mentre quelle dei singoli anche del 50% all'anno.
Tutto questo nonostante i prezzi dei CD si siano abbassati.
Ma evidentemente questo non basta a fermare la pirateria, che in Italia rappresenta circa il 50% degli album in circolazione, mentre in altri paesi sudamericani o asiatici tocca perfino punte del 99%.

E allora come arginare il problema?
La diffusione legale via internet dei brani a pagamento può essere una soluzione. L'anno scorso per la prima volta i brani scaricati pagando hanno superato quelli venduti nei negozi.

A quanto ammonta il costo per un brano? A un prezzo compreso tra 1 dollaro e 1 euro.
Quindi oggi scaricarsi un album intero standard può costare al massimo 10-12 euro + il costo del supporto CD, mentre nei negozi continua ad esser venduto a 15-20 euro.
Io credo che la strada sia quella giusta, però ritengo che i costi per un singolo brano siano ancora troppo alti.
Perchè dovrei pagare 1 euro per un brano che trovo gratis nella rete peer-to-peer in 5 minuti?

La musica deve essere considerata come un bene da condividere.
E' ovvio che i costi di produzione devono essere ripresi e ci deve essere un profitto per gli artisti e le case discografiche, ma quanto?

Facciamo un esempio concreto: supponiamo che un artista venda 100.000 copie del proprio album, ad un costo medio di 18 euro: sono 1.800.000 euro.
Di questi, circa il 50% è spartito tra IVA (20%), ricarico del negoziante e diritti d'autore per l'artista (circa il 5-7%).
Il restante 50% (900.000 euro) serve per la produzione, i costi di distribuzione e il profitto della casa discografica.

Se fosse data la possibilità di scaricare un brano per pochi centesimi, credo che la pirateria calerebbe ulteriormente... il rischio è sempre proporzionato al "guadagno"... personalemte credo che il prezzo giusto per una canzone sia quello dei vecchi Juke-box, le 500 lire di una volta.
Allora un CD ci costerebbe 2-3 euro, i download legali quadruplicherebbero e sia le case discografiche che gli artisti ci guadagnerebbero.

Infatti oggi dov'è che si guadagna maggiormente? Sulle esibizioni LIVE, e lì non c'è pirateria che tenga, o paghi il biglietto o non entri.
E stiamo parlando di biglietti che variano da un minimo di 15 euro fino ad arrivare a 50-70 euro.
Ma chi va a vedere le esibizioni dal vivo? Coloro che di solito hanno il CD a casa.
E se si moltiplicano coloro che posseggono il CD, automaticamente si moltiplano le presenze ai concerti.

Ecco perchè negli ultimi anni, a fronte del calo delle vendite, si ha un trend delle presenze agli spettacoli dal vivo costantemente in aumento.
Ed ecco perchè la pirateria viene ancora tollerata.


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4 commenti:

alessandra ha detto...
 

Ciao! Sono solo un ospite ma devo dire che questo articolo sulla musica Mp3 e sui costi di produzione di un brano è mooolto interessante, e spero non ti dispiaccia se "plagio" i tuoi ragionamenti per una ricerca scolastica.

Riccardo ha detto...
 

Ciao Alessandra, mi fa piacere se i miei ragionamenti ti possono servire, ma mi raccomando... non prenderli troppo sul serio! :)

Ciao

Anonimo ha detto...
 

Ciao ho letto l'articolo e sencondo me rende abbastanza l'idea...Vorrei chiedere un consiglio. ho deciso di affrontare l'argomento musica x la mia tesina di maturità ma non ho assolutamente idea di come collegare economia con musica!!questo mi sembrava un approccio ottimo..ma sono davvero in crisi nel trovare le informazioni..qualche consiglio???
cristina :)

Riccardo ha detto...
 

Ciao Cristina, forse nel sito SIAE trovi informazioni utili oppure fai tante ricerche con Google...


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