Circa un anno fa, in tempi non sospetti, avevo scritto un articolo sul Movimento 5 Stelle, definendolo come l'ultima speranza per salvare l'Italia dal baratro. In questi 12 mesi, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, tanto che il M5S è cresciuto nei sondaggi da un 2,5% a un 7% e non passa giorno che qualcuno non mi sveli, più o meno segretamente, che alle prossime elezioni darà il suo voto al "partito" fondato da Beppe Grillo.
Vi lascio immaginare la mia soddisfazione nel sentire affermazioni entusiastiche sul M5S dalle stesse persone che un anno fa quasi mi offendevano e mi deridevano per la scelta.
Si tratta di un voto di protesta? Forse per alcuni, ma per molti altri sarà un voto consapevole e convinto. Chi dice che il Movimento Cinque Stelle non abbia un programma, mente o non è informato. Se lo legga con attenzione, oppure riprenda il mio vecchio articolo per gustarne un riassunto. Questa non è antipolitica, come la definiscono i vecchi tromboni in Parlamento, ma vera politica in cui ciascuno conta per uno e ragione con la propria testa, pur avendo sposato un programma elettorale condiviso.
Tralasciando la penosa gestione dei governi precedenti, sia di sinistra che di destra, adesso si mettono al governo i supertecnici, nominati dai tecnici, per tagliare solo 4 miliardi di euro di costi inutili, briciole rispetto al debito pubblico che abbiamo. Il M5S, invece, propone questi tagli:
- Recuperare i 98 miliardi evasi dalle società di slot machines
- Sette miliardi annui livellando le pensioni a un massimo mensile di
3.000 euro
- Un miliardo non erogando finanziamenti pubblici ai partiti (illegali)
- 400 milioni annui tagliando contributi diretti e indiretti ai giornali
- 600 milioni annui con il rientro dei nostri soldati dall'Afghanistan
- 10 miliardi non comprando i cacciabombardieri F35
- Qualche miliardo con la soppressione delle Province
- Un centinaio di milioni annui di risparmio dal Quirinale che costa
quattro volte Buckingham Palace
- 22 miliardi rinunciando all'inutile TAV in Val di Susa
- 3/4 miliardi annui con il ritorno allo Stato delle concessioni autostradali il cui utile va a società private come Benetton
Il tutto tralasciando auto blu, doppi incarichi, eliminazione dei vitalizi
parlamentari, riduzione del 60% degli stipendi di deputati, senatori e
consiglieri regionali, le scorte, un tetto massimo di 200.000 euro per i
dirigenti di aziende statali.
Il 6 e 7 Maggio si vota per le amministrative in molti comuni italiani e ben 7 milioni saranno chiamati a dare la propria preferenza; volete continuare a far decidere per il nostro futuro a gente come Belsito, Lusi, Bossi, Cuffaro, Dell'Utri e tutti quei politici da decenni in Parlamento oppure
pensate che sia il caso di dare un'opportunità a persone estranee alla "casta" e alle lobbies, che conoscano bene i problemi quotidiani perché vissuti in prima persona, che rinuncino ai privilegi, che vogliano un'Italia più pulita, più equilibrata e più onesta e che dopo due mandati tornino a fare il loro precedente lavoro?
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