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18 maggio 2011

Come risparmiare sull' affitto in nero


Affitti in nero, come denunciare il proprietario di casa, cedolare secca, risparmiare, federalismo fiscalePer gli inquilini che si trovano a dover pagare un affitto "in nero" al locatore, con il quale magari i rapporti non sono particolarmente idilliaci, dal prossimo 7 Giugno 2011 si apre la possibilità di risparmiare fino al 90% del canone.


Il decreto legislativo sul federalismo municipale dispone infatti che se nei successivi 60 giorni, cioè entro il 6 giugno 2011, gli affitti non vengono spontaneamente regolarizzati dal proprietario, l'inquilino può denunciare la situazione all'Agenzia delle Entrate godendo di forti benefici, cioè di un nuovo contratto regolare della durata di quattro anni più quattro e di un canone che, dice il comma 8 dell'articolo 3, sarà «pari al triplo della rendita catastale». Si tratta di un enorme riduzione rispetto ai canoni di mercato. Infatti, secondo i calcoli delle associazioni degli inquilini, l'affitto potrebbe scendere tra il 70% ed il 90%. Per esempio, al posto di 10 mila euro all'anno pagati in nero per un trilocale in periferia se ne potrebbero pagare poco più di duemila.

L'avviso interessa, secondo le stime, circa mezzo milione di contratti non registrati (e quindi un milione di persone tra proprietari e inquilini), ai quali vanno sommati i contratti registrati per somme inferiori a quelle reali e i falsi comodati (ma qui le stime sono impossibili). A causa degli affitti in nero lo Stato incassa almeno un miliardo di euro di Irpef in meno all'anno. L'Agenzia delle Entrate, incrociando i dati dei contratti regolarmente registrati con le dichiarazioni dei redditi dei proprietari,ha scoperto 33.367 casi di non corrispondenza (mancata denuncia del canone nel 730 o nel modello Unico oppure per importi inferiori).

Accanto all'azione repressiva (sui contratti registrati dopo il 6 giugno si pagheranno anche sanzioni doppie) il decreto sul federalismo municipale prevede però anche meccanismi incentivanti per il proprietario, come la cedolare secca. Si tratta della possibilità di pagare un'imposta forfettaria sostitutiva del prelievo Irpef. Che sarà pari al 21% dell'affitto riscosso se il contratto è a canone libero e del 19% se invece è a canone concordato. Nel primo caso la cedolare conviene sempre se l'affitto si somma a redditi superiori a 15 mila euro l'anno. Nel secondo, se si aggiunge a redditi di almeno 20 mila euro.

Fonte parziale: Corriere.it


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3 commenti:

libertyfighter ha detto...
 

Effetto netto di questo dlg:
Gli affitti in nero spariscono.
Il canone degli affitti regolari cresce del 20% almeno per compensare i minori introiti derivanti dalla tassazione.
Probabilmente un certo numero di persone diverranno morosi ai canoni nuovi, e in generale il numero di affitti sul territorio diminuirà.
Il prezzo del lavoro dovrebbe aumentare per permettere alle famiglie di campare con i canoni più alti, ma dato che siamo in stagflazione, questo non accadrà..

libertyfighter ha detto...
 

Oppure il mercato offrirà soluzioni alternative: contratti in nero con ulteriore giuramento privato di non denuncia, gestione degli affitti in nero a capo di cosche malavitose (vai tu a denunciare un Rijna perché ti affitta in nero...)

Riccardo ha detto...
 

Mi auguro che tu non abbia ragione, anche se la possibilità che accada ciò che dici esiste.

ciao


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